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"Davide Fent"


Come il Barone Rampante di Calvino, o quegli intellettuali assisi sulla ciminiera, senza nessun mio merito intellettuale, ho avuto l’ onore di far parte del Consiglio Direttivo dell’ Autunno Musicale. Su indicazione delle Istituzioni fino a quando ho potuto sono rimasto, a compenso zero, cercando di sostenere Italo Gomez e Gisella Belgeri in questo loro Per Corso virtuoso che dura da più di quaranta anni. In un’ ottica di una continuità di una politica culturale, si è deciso di affidarsi a fondazioni private per organizzare mostre e manifestazioni di respiro internazionale, può essere utile, anche se ho sempre pensato visto quello che è successo, che l’ Autunno Musicale avrebbe avuto vita migliore se fosse rimasto una Associazione Culturale.

Bisogna aprire la strada per un nuovo modo di finanziare l’Arte e la Cultura affinchè Como possa affrontare meglio le sfide nazionali ed internazionali.

Sicuramente va consolidata la collaborazione con i dicasteri della Cultura del Canton Ticino, per organizzare nell’ambito del progetto Insubria, asse Como-Chiasso-Lugano-Bellinzona, manifestazioni comuni.

Da tempo avevo sostenuto che Palazzo Terragni, conservato in maniera encomiabile in condizioni eccellenti dal Comando della Guardia di Finanza, che non fineremo mai di ringraziare, deve diventare un Museo permanente del Razionalismo.

La proposta di una Facoltà Umanistica  fatta da Monsignor Alessandro Maggiolini e dal Prof. Luraschi  andava,  va  sviluppata.

Scriveva Pier Paolo Pisolini nel 1973 “Molti lamentano (in questo frangente dell’austerity) i disagi dovuti alla mancanza di una vita sociale e culturale organizzata fuori dal Centro “cattivo” nelle periferie “buone” (viste come dormitori senza verde, senza servizi, senza autonomia, senza più reali rapporti umani). Lamento retorico. Se infatti ciò di cui nelle periferie si lamenta la mancanza ci fosse, esso sarebbe comunque organizzato dal Centro. Quello stesso centro che, in pochi anni, ha distrutto tutte le culture periferiche delle quali – appunto fino a pochi anni fa – era assicurata una vita propria, sostanzialmente libera, anche alle periferie più povere, addirittura miserabili.
Nessun centralismo fascista è riuscito a fare ciò che ha fatto il centralismo della civiltà dei consumi. Il fascismo proponeva un modello, reazionario e monumentale, che però restava lettera morta. Le varie culture particolari (contadine, sottoproletarie, operaie) continuavano imperturbabili a uniformarsi ai loro antichi modelli: la repressione si limitava ad ottenere la loro adesione a parole. Oggi, al contrario, l’adesione a modelli imposti dal Centro è totale e incondizionata. I modelli culturali reali sono rinnegati. L’abiura è compiuta. Si può dunque affermare che la “tolleranza” dell’ideologia edonistica voluta dal nuovo potere, è la peggiore repressione della storia umana. Come si è potuta esercitare una tale repressione?
Attraverso due rivoluzioni, interne all’organizzazione borghese: la rivoluzione delle infrastrutture e la rivoluzione del sistema di informazioni. La strade la motorizzazione ecc. hanno ormai strettamente unito la periferia al Centro, abolendo ogni distanza materiale. Ma la rivoluzione del sistema di informazioni è stata ancora più radicale e decisiva. Per mezzo della televisione, il Centro ha assimilato a sé l’intero paese, che era così storicamente differenziato e ricco di culture originali. Ha cominciato un’opera di omologazione distruttrice di ogni autenticità e concretezza. Ha imposto cioè – come dicevo – i suoi modelli: che sono modelli voluti dalla nuova industrializzazione, la quale non si accontenta più di un “uomo che consuma” ma pretende che non siano concepibili altre ideologie che quella del consumo. Un edonismo neo-laico, ciecamente dimentico di ogni valore umanistico e ciecamente estraneo alle scienze umane.

La storia dell’ Autunno Musicale è sotto gli occhi di tutti,  l ’Autunno Musicale a Como è nato nel 1967 ad opera di due musicisti, Italo Gomez e Gisella Belgeri, che individuarono in questa formula la possibilità di sperimentare nuovi modi di proporre e offrire al pubblico i percorsi della cultura musicale.

La Direzione artistica è sempre stata unitaria e, patrimonio unico nel panorama italiano, ben raramente sono stati duplicati negli anni i brani proposti. Una ricchezza di programmazione che risulta oggi imponente e piena di stimoli.
Ogni edizione del Festival ha corrisposto a una tematica principale, seguita da alcuni filoni secondari. Molto spesso aprendosi ad altri rami, quali il cinema, la danza, la letteratura e poesia, i fatti storici o le radici etniche, le religioni e privilegiando innanzitutto i canoni della ricerca.

I nomi passati sono illustri e innumerevoli cito soltanto Carolyn Carlson e Riccardo Chailly, ma faccio dei torti alle innumerevoli Artiste e Artisti che hanno reso Como e la Provincia nota in tutto il  mondo anche per questa Manifestazione.

Mi viene in mente un Maestro purtroppo non molto ricordato come Giovanni Testori, l’autore de Il ponte della Ghisolfa, di In exitu e de La trilogia degli scarrozzati,e non solo è stato al centro di progetti  che hanno contribuito a riportare l’attenzione della critica e del pubblico su uno degli autori piú importanti del nostro novecento letterario.  La cultura lombarda, nella sua paradossale marginalità, offre a Testori uno stato di alterità, che egli tende a sottolineare energicamente sia a livello tematico che linguistico. I segni impressi nell’immaginario si riversano infatti anche nel continuo sperimentalismo linguistico, che va dall’inserzione di frasi dialettali, sia pure per un intento neorealistico, come ne Il Dio di Roserio, al compiacimento del pastiche della Trilogia degli Scarrozzanti, composta in una lingua virtuale, risultata dalla fusione di latino, francese e milanese. Il radicamento nella realtà provinciale lombarda e l’interesse per le figure popolari si accompagnano in Testori a un altro motivo dominante, ovvero all’ossessione per il corpo e per il sangue. L’attenzione morbosa nei confronti della fisicità può essere sicuramente considerata un retaggio della formazione artistica dell’autore, che è portato a concepire il reale in termini spaziali e visivi.
Ecco l’ Autunno Musicale fanno parte del corpo e del sangue di Como e della Provincia, una riflessione è d’ obbligo.