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"La Provincia - Carlo Piccardi"

Su "L'Autunno musicale" piovono appelli: "La rassegna resti a Como"
La rassegna «L’Autunno Musicale» non sarà più a Como, per problemi economici, gli amministratori che l’hanno sostenuta fin qui non sono intendono proseguire.
Dopo l’Sos lanciato dal suo fondatore, Italo Gomez, l’intervento di Moni Ovadia pubblicato ieri, all’associazione sono piovute lettere da tutta Europa.
Il messaggio è uno: «L’Autunno» resti a Como. Di seguito la lettera di Carlo Piccardi, coordinatore del «Progetto Martha Argerich» a Lugano.


Per me l’Autunno musicale di Como è stato un grande laboratorio di idee e esperienze, importante per la crescita professionale nella mia prima fase di giovane produttore televisivo, a partire dal 1969, quando da Lugano con alcuni amici iniziai a scendere regolarmente a Como rispondendo agli stimoli che la manifestazione lanciava a tutti i livelli (musica contemporanea, musica antica, folclore, teatro, cabaret, rapporti suono-visione, ecc.).
È stato soprattutto un esempio, la dimostrazione di come la provincia può dare lezioni alla metropoli, spesso ingessata nei suoi apparati istituzionali. Proprio in quanto non condizionata da tali legami, nascendo sul terreno vergine di un pubblico non ancora irregimentato nelle abitudini supinamente subite, è stato possibile trovarlo disponibile e coinvolgerlo nelle operazioni meno convenzionali e più spericolate. Questa, di credere alla potenzialità della provincia, è stata la grande intuizione di Italo Gomez e Gisella Belgeri che, soprattutto nei primi decenni, seppero addirittura invertire il rapporto con Milano.
Per le novità musicali non erano i comaschi a spostarsi a Milano ma i milanesi a Como.
In quella circostanza per me l’Autunno è stata la piattaforma del contatto con la capitale lombarda, avendomi fatto conoscere personalità quali Roberto   Leydi , Piero Rattalino e altri che qui animarono momenti indimenticabili, diventati poi collaboratori stabili delle mie iniziative radiotelevisive a Lugano.
La Svizzera italiana deve molto all’Autunno. Lugano innanzitutto, con una vita musicale di prestigio ma allora arroccata nel contegno di un pubblico impettito e diffidente. L’associazione Oggimusica fu creata nel 1977, tenuta in un certo senso a battesimo dall’Autunno musicale di Como, che vi replicò una manifestazione dislocata in vari spazi articolata dalle 14 a mezzanotte, con il Collettivo di lavoro di Monaco diretto da Dieter Schnebel, il S.E.M. Ensemble di Buffalo, Christian Wolff e il gruppo rock Henry Cow nella volontà di rompere l’eurocentrismo e i confini che dividono musica da musica.
Ne beneficiò la nostra radiotelevisione soprattutto, in cui operai e in cui potei presto trovare spazio per avviare collaborazioni con gli amici di Como. Dall’incontro con Sylvano Bussotti a Villa Olmo nel 1973 nacque il programma spettacolare “Bussotti par lui-même” realizzato l’anno dopo dalla nostra televisione, come dall’esposizione del 1975 dedicata a Dallapiccola nacque un nostro documentario televisivo.
Il rapporto fu dall’inizio molto stretto al punto da gettare le basi per coproduzioni vere e proprie, a partire dalla riscoperta di Hanns Eisler con l’esecuzione della cantata “La madre” su testo di Brecht nel 1973 diretta dal giovanissimo luganese Fabio Schaub, il quale inaugurò i “Quaderni dell’autunno musicale” con la traduzione di una serie di scritti del compositore tedesco e che replicò l’esecuzione a Lugano. L’anno dopo Schaub diresse l’allestimento del “Volo di Lindbergh” in prima italiana di Brecht e Weill nel suggestivo scenario dell’hangar degli idrovolanti, per poi mancare tragicamente qualche mese dopo senza aver potuto continuare il ciclo musicale brechtiano che prevedeva la rappresentazione de “L’accordo” con la musica di Hindemith. In coproduzione con la nostra tv fu anche la ricostruzione dei “Balli plastici di Depero” nel 1980 nell’ambito delle operazioni di recupero del Futurismo, mentre nel 1977 fummo noi ad essere ospitati con lo spettacolo “Guillaume de Machaut, musica e poesia”.
Oggi vi sono meno ragioni per i luganesi di essere attirati a Como dalle manifestazioni musicali. È più facile trovare comaschi nelle sale di concerto di Lugano. Le basi tuttavia ci sono ancora per ridare slancio all’esperienza unica dell’Autunno musicale.  



Carlo Piccardi, produttore musicale alla Televisione della Svizzera italiana dal 1968 al 1987, dal 1988 capodipartimento musicale alla Radio della Svizzera italiana, dove dal 1994 al 2004 è stato direttore della Rete Due. Dal 2002 è il coordinatore del “Progetto Martha Argerich” a Lugano.