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"Armonie Poetiche"

Franz Liszt “Armonie poetiche e religiose“


Prima di comporre“Armonie poetiche e religiose“, Liszt ha trentacinque anni e scrive al granduca di Saxe: «È giunto per me il momento (“nel mezzo del cammin di nostra vita”) di rompere la crisalide e di librare a tutto il cielo il mio pensiero».
Durante i lunghi mesi del suo peregrinare trova il tempo di scrivere solo un Pater Noster per coro maschile e organo.

È il periodo in cui incontra la principessa di Sayn-Wittgenstein ed è l’inizio di una nuova vita tanto sospirata nella quale la principessa non fa che incoraggiarlo; inizia in lui la lotta fra il desiderio di purificazione e le tentazioni di una natura generosa.

A contatto con la principessa, il francescano (figlio di un seminarista francescano !) non tardò a riavvicinarsi alla luce essenziale della sua vita. «Per parte mia», scrive alla contessa d’Agoult, «ritorno più che mai al mio punto di partenza, al cristianesimo. L’avvenire del mondo è in questo suo passato e la sapienza ultima nella croce. Un giorno scrivevo a Gorge Sand che solo Cristo ci può liberare. Ebbene, quel sentimento sgorgava dal più profondo del mio cuore, non nelle parole ma nelle speranze rassegnate, nella musica solitaria, simile al mormorio delle foreste in autunno. Questa musica non si scrive, non si canta, ma noi sentiamo, nelle nostre sofferenze, che Dio l’ascolta…».La prima testimonianza della fede ritrovata è in alcuni pezze per pianoforte raccolti nel 1852 sotto il titolo preso da Lamartine, Harmonies poétiques et religieuses [Armonie poetiche e religiose].

HARMONIES POÉTIQUES ET RELIGIEUSES
Sei pezzi si riferiscono a Lamartine: Invocation, Pensée des morts, Bénédiction de Dieu dans la solitude, Hymne de l’enfant à son réveil, Miserere e Cantique d’amour. Gli altri attestano la spiritualità cristiana della raccolta e Funerailles, il più famoso, celebra tre vittime della rivoluzione che lacerò l’Ungheria dal 1848 al 1850: il principe Félix Lichnowsky, il conte Seleky e il conte Balthyanyi.

Alphonse de Lamartine (1790-1869) Poeta francese. Compiuti gli studi, viene in Italia soggiornando a Napoli, esperienza che ha un peso determinate nella sua opera. Con gli anni, il tono della sua poesia muta, alla ricerca di uno spiritualismo che trasfonde nelle “Armonie poetiche e religiose” del 1830, incontrando il favore di un vasto pubblico. L’ampiezza tematica dell’opera è ben più vasta e varia della precedente “Lirica d’amore” e la presenza di poesie di argomento religioso, alcune profondamente cristiane, ne fanno una delle raccolte più significative.