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"Stabat Mater Vivaldi"

Antonio Vivaldi
 Stabat Mater (RV 621) in fa min.
Parti  della prosa liturgica dovute al francescano Jacopone da Todi (1230-1306).
per contralto solo, archi e continuo.

10 strofe in 8 movimenti e Amen conclusivo

Qui Vivaldi tronca con i principi che regolano la maggior parte delle sue composizioni e rinuncia all’alternanza di tempi vivaci e lenti.
Tutti i movimenti dello Stabat Mater sono lenti, la gradazione va dal largo all’andante passando dal lento e dall’adagio, a eccezione dell Amen per il quale il manoscritto non comporta iscrizione. Curiosamente il compositore riprende nei versetti 4, 5 e 6 la musica dei tre primi versetti. La gravità delle parole gli ispirarono una musica che si adegua al testo, sia quando si strappa in intervalli raddoppiati, sia quando si colora di accordi ai quali le note singole portano una coloritura drammatica. Se Vivaldi utilizza la sempiterna forma strofica a ritornello nei suoi larghi, rende gli strumenti più discreti durante le strofe che trasforma sistematicamente in ariosi-.
 Nella logica di questa concezione i suoi adagi diventano vasti recitativi accompagnati. Solo l’estrema lentezza del movimento ne nasconde l’assenza di architettura. Il fraseggio musicale è al servizio del testo. La melodia, di debole ambizione, è sostenuta solo dagli accordi emessi all’organo come continuo. Solo i violini seguono le sillabe del testo in unisono ritmico con le voci, oppure sostengono i vocalizzi (“gladius” o “dolentem”).  Certe note sono filate, altre battute. In tale libertà espressiva, tutti gli effetti sono permessi. Vivaldi raggiunge vertici eccezionali nel sentimento di afflizione e nella propensione alla meditazione. A questa libertà di misura, si oppone un ritmo binario a tre tempi e il ritorno al rigore della costruzione degli andanti . La tensione tende poi ad allentarsi in un ritmo di minuetto. Nel penultimo versetto (“Ejamater”), la voce entra a cappella dopo che i violini hanno esposto il loro motivo di accompagnamento tramite un ritmo spezzato.
Una cadenza sospensiva travolge la ripresa che riporta al tema principale. Il lento (“Fac ut ardeat”) è un arioso sul basso Alberti, dove l’espressività delle voci si contrappone al basso obbligato.