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"Presentazione"

La programmazione per il Festival 2005, anziché procedere ad un’analisi ravvicinata di eventi ha deciso di puntare su contenuti artistici e culturali che dessero risposta al desiderio sempre più avvertito, e sempre più pressante, di trovare certezze ravvicinate al proprio ambiente e modo di vivere, alla propria vita , quale deterrente alla “confusione” che caratterizza questo periodo storico.
A questo scopo si è individuato quindi un programma che riportasse ad una concezione armonica, ai dettami del “classico”, per rispondere alla necessità di collocare le cose al proprio posto, non pretendendo con questo di assentarsi dal mondo che ci colpisce quotidianamente ma di trovare alternative possibili allo stato di caos e di banalità imperante. Questa considerazione, per l’ edizione del Festival 2005, ha significato la messa in studio di un programma in cui si è voluto individuare, come già detto, la presenza della memoria del passato oggi, che si traduce in una capacità creativa contemporanea, come espressione degli autori ma anche dal punto di vista di noi ascoltatori e programmatori d’oggi.
Nel programma 2005 viene essenzialmente presentato quindi, con adeguate proposte musicali, il rapporto tra memoria e storia.

BOCCHERINI. Il primo e più importante pilastro su cui si costruisce il Festival 2005, che ben ne rappresenta gli assunti sin qui enunciati, è rappresentato dai programmi individuati in occasione del bicentenario della morte di Luigi Boccherini, che cade quest’anno il 28 maggio. Ma perché Boccherini? Boccherini fu compositore di importanza fondamentale per la storia della musica , basti pensare a lui come il vero precursore o inventore della forma del quartetto d’archi per non parlare di tutte le formazioni possibili della musica da camera come quartetti, quintetti, settimini e ottetti che ha ampiamente sperimentato in tutta la sua enorme produzione cameristica.
Questo importantissimo artista ha compiuto in vita alcune scelte sfortunate: una certamente fu quella di avere scelto la Spagna come luogo di residenza principale, allora assente dai grandi circuiti internazionali, e ciò lo ha posto in condizione minoritaria e defilata rispetto ai colleghi Mozart e Hadyn, nonostante sia da rilevare come certo non gli sia mancato un enorme consenso internazionale in vita, sia come violoncellista che come compositore.
Per onorare Luigi Boccherini, è stato insediato uno specifico Comitato Nazionale, su proposta del Festival Autunno Musicale a Como e del Comune di Lucca, città natale del Boccherini, la cui programmazione è strutturata in Campus internazionali dedicati all’esplorazione più completa della produzione boccheriniana, con particolare attenzione e riguardo ad aspetti poco conosciuti. Il Festival di Como ha scelto a questo proposito, per il proprio programma alcuni programmi di grande rilevanza e di straordinaria bellezza.
Il Boccherini fu, come noto, anche straordinario violoncellista. Dal repertorio per violoncello con accompagnamento di basso, da lui lasciato, si propone un Workshop sulle Sonate condotto da tre interpreti europei di fama internazionale (Jiri Barta, Johannes Goritzki, Sebastian Comberti) che dopo il corso di perfezionamento per giovani esecutori, terranno concerti che conducono per la prima volta all’ascolto integrale delle Sonate di Boccherini nella loro versione originale.
Un’altra sfortuna di Boccherini fu che molte delle sue opere, in virtù proprio del grande successo, furono trascritte nell’800 in maniera poco fedele all’originale, creando dunque delle trascrizioni che ne trasformarono sostanzialmente non solo forma ma anche il contenuto, e che purtroppo ancora oggi si studiano in Conservatorio. Le Sonate verranno eseguite, sui manoscritti autografi che si conservano nella Biblioteca del Conservatorio G. Verdi di Milano e su altri testi conservati a Praga e Liverpool. Si avrà pertanto, per la prima volta, la possibilità di ascoltare e capire davvero questo musicista che ha lasciato un patrimonio eccezionale sia sul piano musicale sia sul piano virtuosistico.
Altro aspetto trattato è la produzione sinfonica da camera in cui si prendono in considerazione due aspetti specifici:
- Indagine sull’ ultima committenza che Boccherini ebbe alla fine della sua vita: quella di Karl Frederick William II di Prussia che corrisponde all’ultimo sviluppo della sua produzione sinfonica e che viene accostata ad alcune arie accademiche scritte su testi di Metastasio.
- Le Sinfonie concertanti che rappresentano un repertorio in cui gli strumenti solisti, primo su tutti il violoncello ma anche violino, flauto, oboe, corno dialogano brillantemente con l’orchestra.
Con questa produzione Boccherini crea un tipo di composizione che servirà da modello ad Haydn e Mozart . Il concerto vuole accentuare anche l’aspetto di interrelazione europea affidandone l’ esecuzione agli strumentisti italiani selezionati per le orchestra giovanili europee che tramite il Suono Italiano per l’ Europa, SIXE si sono costituiti in organico permanente con la denominazione di “Concerto Boccherini”, particolarmente dedicato alla specializzazione del periodo classico. Il concerto viene eseguito senza direttore con la concertazione di Italo Gomez.
Una delle caratteristiche permanenti del Festival di Como è da sempre l’apertura ai giovani, e quest’anno si è voluto accostare l’apertura primaverile a giovani interpreti con un programma promozionale di quattro concerti che esemplificano il rapporto tra Boccherini e Haydn, per l’esecuzione dei quattro duetti per due violini, di due quartetti d’archi, due quintetti e i notturni per sei strumenti. I concerti sono previsti in tardo pomeriggio in 4 diversi spazi rappresentativi di un’architettura di cortili, coevi alla vita di Boccherini.

QUARTETTI D’ ARCHI. I Quartetti d’archi in un confronto serrato che in altretttanti concerti indicano cronologicamente lo sviluppo in parallelo dei tre compositori che sono artefici di questa forma musicale, della sua invenzione e del sup consolidamento: Boccherini, Mozart e Hadyn. L’esecuzione è affidata a quattro acclarate formazioni che provengono da diversi paesi europei, geograficamente legati ai luoghi della vita di Boccherini ( Quartetto Canales (Madrid), Quartetto Nomos (Hannover), Quartetto Sine Nomine (Ginevra), Quartetto d’ archi di Venezia ).

La calendarizzazione delle attività legate a Boccherini e alla danza hanno creato un doppio spazio iniziale del festival, dall’autunno alla primavera, che permette anche di impostare la promozione delle iniziative.
Nell’ autunno si procede programmando manifestazioni diverse tra loro, sempre legate però alla lettura generale del festival.

DANZA. Sempre guardando alle future generazioni di artisti, la programmazione del Festival , così come ormai impostato da due anni è fortemente legata ad un’ indagine di ricerca e presentazione dei giovani talenti europei tramite i contatti assai proficui con diverse importantissime accademie di danza europee.
Proprio sulla danza, l’Autunno Musicale propone a livello europeo un progetto che avrà il focus della sua realizzazione nel 2009, anno in cui cade il centenario dell’arrivo a Parigi della Compagnia Les Ballets Russes di Diaghilev, che ha significato un cambiamento radicale per la cultura europea e in particolare per le avanguardie. E’ prevista pertanto una programmazione progressiva , ogni anno, affinché siano ospitate e presentate le diverse accademie di danze. Per il 2005 il Festival prevede da Budapest The Hungarian Dance Academy, e dalla Repubblica Ceca il Ballet Praga Junior oltre che la Scuola del Conservatorio di Parigi già presente nel 2003/2004. Saranno inoltre presenti l’Accademia di danza di Rotterdam e di Barcellona oltre che di Londra e di Roma per un incontro progettuale. Tramite questo lavoro ormai permanente, il progetto prefigura con i partners la nascita del “Balletto dei giovani danzatori dell’Europa”, in una formazione analoga a quanto già esiste per le orchestre sinfoniche.

AL PIANOFORTE. A questo repertorio, che è specificamente settecentesco, si avvicendano 3 Recital pianistici “Il Passato al presente” che entrano nel repertorio ottocentesco e del primo novecento con la presenza di Alessandra Maria Ammara, Markus Becker, Vsevolod Dvorkin e Roberto Prosseda ( per un particolare omaggio per gli 80 anni di Aldo Clementi ) . Ogni concerto verte su una tematica legata ad un paese di provenienza dei compositori in cui la presenza della “Memoria” è molto evidente e che mette in luce la genialità di alcuni compositori di rielaborare temi antichi dando vita a nuovi capolavori. Per l’Italia verrà eseguito Busoni nel suo culto e nel suo ripensamento dell’opera di Bach come pure, nel contemporaneo, lo stesso procedimento visto da Aldo Clementi, , per la Francia verranno eseguite le opere di Ravel e Alkan, certamente legate ad una riflessione sul passato e infine per la Germania verrà proposto Beethoven, come compositore che risente del passato ma che è estremamente cosciente di dover creare le condizioni del futuro. Viene quindi enfatizzato il gioco tra passato e futuro al presente.

Il ciclo di manifestazioni si completa con
A) l’ Inaugurazione del festival, (il 17 settembre) come sempre affidata ad un grande concerto sacro, per l’ esecuzione di due assoluti capolavori barocchi della polifonia (i Mottetti di J. S. Bach e il Secondo Uffizio delle Tenebre del Venerdì Santo di J. D. Zelenka) a opera dei complessi Ars Brunensis, di cui si ricordano gli eccellenti risultati degli anni scorsi
B) un Concerto sinfonico straordinario incentrato su capolavori del primo Novecento, (Strawinsky e Bartòk) con la Filarmonica della Scala diretta da R. Chailly, che si accompagna ad un Dibattito sul tema della “Gli enti primari di produzione musicale e la presenza del genere sinfonico nelle offerte culturali del territorio”
C) una nuova produzione del festival per la Collana Percorsi Ideativi che quest’ anno presenta una serata dal titolo “Amori. Si sono amati, si amano, si ameranno…” 24 storie dalla parte di LEI in 100 anni di musica, dal 1844 al 1944. Spettacolo musicale in concerto, per attrice cantante, danzatrice, violinista e pianista. Musiche di R. Hahn, Z. Fibich, E. Grieg, E.W.Korngold, S. Rachmaninoff, F. Kreisler, E. Satie, S. Baeber. E. Granados, R.Franz/F. Liszt su testi di De Viau, de Lisle, de Régnier, Pacory, Lahor, Morèas, Lorca, Pizarnik, Noside, Anite, Rilke, Kavafis, Prévert.
Altri concerti si integrano nel ciclo Lario Musica, come sempre promosso in collaborazione con la provincia di Como nelle strutture teatrali e nei monumenti storici del territorio.