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"Presentazione"

Nella trentottesima edizione dell’ Autunno Musicale a Como 2004, il Festival procede nella ricerca delle proprie linee programmatiche che ne hanno determinato la sua esistenza sin dall’inizio, nel 1967
Essa si ricollega all’azione degli anni più recenti, un’indagine sul percorso sontinuativo della creatività dei musicisti riguardo al concetto di romanticismo.
Nel 2002 si misero in luce vari aspetti dello “Sturm und Drang”.approfondendo anche il nascere dello spirito pre-romantico nei decenni centrali del ‘700; nel 2003 la tematica “Romanticismo addio…” analizzava l’esplosione romantica nei primi anni dell’ 800 sino all’innesto nell’espressionismo, agli inizi del XX secolo.
Per quanto concerne la musica sacra, altra tematica da sempre qualificante del festival, si è voluto dedicare una sessione speciale alle origini della musica sacra e ai suoi capolavori: nel 2002 è stata presentata “la passione secondo Marco” di Kaiser; nel 2003 l’esplorazione delle opere fondamentali composte da Handel nel soggiorno romano negli anni 1706/10 con l’esecuzione dell’ Oratorio “La Resurrezione”; quest’anno il percorso continua con la prima esecuzione modrna assoluta dell’ integrale dei vespri delle Carmelitane, eseguite a Roma nel 1707, dove Handel inserì anche bran di altri compositori italiani di area lombarda: Dionigi Erba e Francesco Antonio Urio.
Il tema darà origine ad un’ altra iniziativa di rilievo: l’esecuzione della Cantata drammatica “Apollo e Dafne” composta da Handel a Roma.
Essa rappresenta una vera piccola opera lirica e verrà eseguita in forma scenica in uno spazio teatrale assai idoneo: il Salone delle feste di Villa Olmo.
L’opera è diretta al cembalo da uno specialista inglese handeliano, Garreth Hancock con l’ensemble SIXE, Suono Italiano per l’Europa.
La sessione barocca del Festival si arricchisce di un confronto con altri due compositori europei che certamente Handel conosceva e che influenzarono non poco il suo processo creativo: Rameau e Vivaldi.
Di Rameau avremo una serata proposta dal complesso francese “Le nipoti di Rameau” mentre per Vivaldi verranno eseguiti gli ultimi concerti per violino, vere e proprie opere di avanguardia all’epoca, a cura di artisti tra i più autorevoli del periodo: Giuliano Carmignola e l’Orchestra barocca di Venezia.

Tornando al romanticismoe ai suoi epigoni diventava naturale affrontare come la sua influenza sia riconoscibile in tutto il ‘900 sino ai giorni nostri.
E’ stato scelto il periodo tra le due guerre mondiali, momento storico anche oggi assai attuale con le opere che più si ispiravano alla voglia di pace.
E’ stato analizzato il mondo americano e, in Europa, le aree russo-sovietica e quella occidentale, divise nelle loro vicende storiche ma in particolare sondando gli influssi che i regimi nazisti e fascisti ebbero su taluni compositori, limitandone la creatività artistica. Il programma propone quindi muscihe spesso assai rare e altre ben note, con una serie di concerti che consentono di osservare le analogie sia in termini cronomogici che per aree geografiche.
Del nord America sono presentati due aspetti apparentemente in contrapposizione tra loro: il rapporto degi artisti con la società e le tecniche di scrittura musicale.
Il mondo di George Gershwin, compositore di origine europea che cercò di interpretare il patrimonio interrazziale americano di cui saranno eseguite due opere essenziali: “ Rapsodia in blu” e “Un Americano a Parigi”. Il concerto si completa con alcuni brani sinora accusati a torto di eccessiva banalità a causa del consumo commerciale che hanno subito ma che sono invece di grande valore: la produzione ispirata al patrimonio folcloristico inglese di Vaughn Williams ( tra cui la famosissima trascrizione di “Greensleeves” e le variazioni per pianoforte su tema di Paganini di Sergej Rachmaninov.
Sempre sul tema statunitense è certamente un evento l’esecuzione integrale delle sonate per violino e pianoforte di Charles Ives, il compositore per eccellenza realmente organico alla cultura americana. Egli unificò, nell’espressione creativa, le sue identità europea e americana, appartenne alla cultura trascendentalista del New England, movimento di importanza letteraria e sociale fondamentale poiché da esso ebbe origine la prima teorizzazione del concetto di disobbedienza civile.

Oltre ai concerti é previsto un Incontro di studio dul “trascendentalismo” americano negli aspetti musicali e letterari.
Esso viene poi ricondotto alla attualità attraverso ad un recital dedicato all’opera letteraria di Khalil Gibran, autore de “Il Profeta”. Questo testo, composto in lingua inglese durante il soggiorno americano negli anni 1910-1912 è dunque opera contemporanea alle sonate di Ives e divenne fondamentale per la riflessione giovanile del dopoguerra.

Ricollegandosi alle manifestazioni promozionali del Festival si propone un concerto commemorativo per il centenario della nascita di Giuseppe Terragni, protagonista del movimento razionalista comasco negli anni ’30, per alcuni aspetti parallelo al movimento del Bauhaus in Germania, nello stesso periodo. Ciò consente di rilevare come, contrariamente a quanto avvenne in Germania dove Hitler soppresse pesantemente l’evoluzione creativa dei compositori, in Italia, pur in presenza del regime fascista, gli artisti non vennero intaccati da eccessive difficoltà, anzi spesso ne ebbero sostegno governativo.
Su questo tema è programmato un concerto sinfonico con un’ opera di Casella che ben si lega alla poetica del Terragni, la trascrizione della “Serenata” del 1927 e la quarta “Kammermusik” per violino e orchestra di Hindemith, compositore ufficiale del Bauhaus. Il programma viene completato dall’integrale di “Pulcinella”su musiche di Petrgolesi, composizione fondamentale del periodo neoclassico di Strawinsky, che quasi certamente Terragni ebbe modo di ascoltare in uno dei suoi soggiorni parigini.

Come ormai di consuetudine una nutrita serie di concerti è presentata con la sigla “Il Suono Europeo” che presenta importanti solisti e ensemble particolarmente specialisti del proprio patrimonio musicale nazionale. Nel 2004 il ciclo si basa su tematiche che consentono un confronto tra le composizioni eseguite. Struttura portante è il ciclo dei quartetti d’archi, unificati nei programmi dall' ascolto di un quartetto di Beethoven, corrispondenti ad una delle tre fasi del suo processo creativo: i quartetti giovanili dell ‘op. 6, i quartetti Razumovsky del periodo intermedio e le ultime opere quartettistiche. Per ogni concerto è stato individuato un complesso di grande valore internazionale che completerà il programma con opere di specifica area creativa del ‘900, dove Beethoven avrà la funzione di padre della creatività del secolo appena trascorso. Gli ensemble invitati son il Quartetto di Fiesole (Italia) con due opere di autori emigrati a causa dell’invasione nazista: Boris Bloch e Bela Bartok; il Quartetto Wolf (Austria) con due autori basilari per la cratività moderna e contemporanea: Alban Berg e Arnold Schoenberg; il Quartetto Mozart (Russia) con due compositori fondamentali dell’ Europa orientale: Karol Szimanowsky e Dimitri Schostakovic.
Il Suono Europeo presenta anche una serie di confronti al pianoforte, indagando sul rapporto tra i compositori e la loro terra di origine ma anche sui significati delle loro creazioni. Importante l’esecuzione integrale delle tre Sonate di guerra di Prokofiev, composte negli ultimi anni dell’invasione tedesca in Russia, da parte del pianista Vsevolod Dvorkin, a confronto con il pianista inglese Leon Mc Cawley che propone compositori americani quali Samuel Barber e George Gershwin, il tedesco Hans Gal, il francese Francis Poulenc con Rachmaninov. Le loro musiche subirono e reagirono, seppur in modo diverso, ai traumi creati dalle guerre e da realtà politiche oppressive.
Importante una manifestazione collaterale che presenta tramite una Conferenza-concerto la produzione pianistica di di due autori assai interessanti, poco noti in Italia, del periodo stalinista russo: Myaskowsky e Roslavetz.

Ancora momenti di confronto con due strumenti ad arco e pianoforte: la sonata francese con le opere più sgnificative di Gabriel Fauré, Claude Debussy, Albert Roussel, Maurice Ravel da parte del violinista Jean-Jacques Kantorow con il pianista Alain Planès nonché l’integrale delle composizioni per violoncello e pianoforte di Antonin Dvorak, in versione originale, (nel centenario della morte) per l’esecuzione di Jiri Barta e Jan Cech.

Assai importante per il suo significato e il valore delle opere un concerto chiamato “per la morte di un teatro” programmato intorno alle “Metamorphosen” di Richard Strauss. Opera struggente composta dopo il bombardamento americano che distrusse il Teatro dell’ Opera di Monaco, il 2 ottobre 1943, a cui era particolarmente legato. Si eseguiranno le due versioni del pezzo, la prima con soli 7 strumenti solisti e la seconda nella versione finale per 23 archi. L’esecuzione è affidata al Complesso Gaudeamus dopo uno stage di preparazione con giovani strumentisti italiani.

Tre serate serate si ispirano al Gioco del Teatro musicale. Il primo porta il titolo di “Ironia (autoironia?) fra le due guerre.
Nei brani scelti su una base strumentale omogenea, Bohuslav Martinu, Francis Poulenc e William Walton, agiranno tre interpreti: una danzatrice, una cantante e una voce recitante, che daranno vita ad un’ intrigante azione teatrale. Il secondo spettacolo si intitola “Tristia” ed è un succedersi di musiche e parole. E’ ispirata ad un’opera costruita da Hector Berlioz come prosecuzione della Sinfonia Fantastica. Egli ne scrisse pure i testi ma attinse anche ad altre opere letterarie tra cui “Faust” di Goethe o “Amleto” di Shakespeare. Per le musiche utilizzò anche sue precedenti composizioni andando a formare quindi un “Pastiche” che venne eseguito a Parigi. Nella attuale presentazione si è utilizzato filologicamente il suo stessoprocdimento, andando a creare un “Pastiche nr. 2” e denominandolo Tristia che è il brano conclusivo della serata.

PREMIO COSIMA LISZT ED OMAGGIO A PETRASSI E DALLAPICCOLA

Verrà assegnato in ottobre il secondo Premio Cosima Liszt, ad una sigla sempre più emergente nel campo della musica d’insieme giovanile: il SIXE, Suono Italiano per l’Europa, già presente in modo ricorrente nei programmi del Festival. Per tale Premio è stato previsto uno speciale omaggio a due grandi autori italiani del Novecento, Goffredo Petrassi e Luigi Dallapiccola, nel centenario della loro nascita.
Il concerto, diretto da Marco Angius, presenta opere giovanili, del periodo tra le due guerre ed è un affettuoso riconoscimento di tre compositori italiani che hanno elaborato su altrettanti pezzi solistici petrassiani tre brani per ensemble ( “Souffle” di Mauro Cardi, “Nunc et…” di Matteo D’ Amico, “Elogio di un’ombra” di Michele Dall’ Ongaro) mentre Francesco Antonioni ha rivolto a Dallapiccola un “Blues in Memoriam L.D”.