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"Le Musiche"

L’ordine dei Benedettini tradizionalmente viene identificato con la tutela e la promozione del canto gregoriano. Basterà citare nell’ ultimo secolo (e più) l’esperienza liturgica, editoriale, discografica e didattica del monastero bretone di Solesmes; Milano ben ricorda anche in campo musicale l’attività del benedettino cardinal Schuster. Negli anni successivi al Concilio Vaticano II non sempre e non dovunque la famiglia benedettina ha proseguito su questa strada, ma sono e restano di estrazione benedettina diversi dei maggiori studiosi e conoscitori del repertorio gregoriano.
San Bernardo operò a suo tempo una revisione e un ridimensionamento del corpus gregoriano, normalizzandone gli ambitus e le strutture modali. In ambito cistercense tale riforma è ancora viva. La musicologia recente la ritiene un’operazione deviante, dovuta a pregiudizio estetico: innegabile è però il valore di testimonianza storica che questi brani “riformati” mantengono. A San Bernardo si deve inoltre una propulsione incomparabile del culto mariano, che trova riflessi in tutta la successiva produzione monodica e polifonica fino alla fine del Medioevo.