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2007 - "Le Alpi - La montagna umanizzata"

LE ALPI: UNA MONTAGNA UMANIZZATA

L’ASPETTO GEOGRAFICO
Strutture composte da massicci, valli e bacini

Collegate e vissute dai Passi che dal neolitico fino ad oggi hanno consentito il contatto fra gli opposti versanti, creando una geografia politica e culturale legata allo sviluppo storico europeo.
I Passi trasversali, che ancora nei nostri tempi segnano le grandi vie di comunicazione ferroviarie e automobilistiche, oltre ai principali Col di Tenda (1870 m), Monginevro (1854 m), Piccolo San Bernardo (2188 m) Gran San Bernardo (2473 m) si contano anche le creste che, fra la Svizzera e l'Italia, separano le valli del Rodano e del Reno dalle regioni dei laghi insubri ulteriormente ricche di passaggi come: Sempione (2008 m), Gottardo (2112 m), San Giacomo (2313 m), San Bernardino (2006 m), Lucomagno (1920 m), Greina (2357 m.) Bernina (2330 m), Spluga ( 2117 m), Septimer (2310 m) e nel versante meridionale uno dei passi più facili: il Brennero (1370 m).

I numerosi Passi longitudinali in parallelo ai grandi elementi strutturali, sono le naturali vie di circolazione intermontana in quanto collegano le valli interne ove si collocano gli umani alle vie aperte.
I Massicci nonostante la loro prestanza fisica esistono solo in funzione dei corridoi che li aggirano e li servono. Per millenni gli alpini si sono interessati e insediati esclusivamente nella media montagna vicino ai corsi d'acqua e ai terminali lacustri che le Alpi spesso collegano con la pianura in una trasmissione naturale geografica e culturale.

GLI INSEDIAMENTI UMANI

La presenza di popolazioni preistoriche è già testimoniata nel Paleolitico, nel Mesolitico fino al Neolitico dove compare il mondo contadino presso i pascoli alpini ( 4000-.2000 A.C.) come ad esempio a Capo di Ponte in Val Camonica. Con l'Età del Bronzo, invece, compaiono i primi artigiani del metallo e con l'Età del Ferro prende avvio il commercio transalpino con un proprio ruolo “europeo”.
Nel corso dei secoli gli uomini sono stati sempre attratti dalle valli, utilizzando passi e stabilendo relazioni al di là delle Alpi, e quando Roma impose il suo dominio trovò aperte le vie che consentirono l'entrata della grande civiltà mediterranea oltre le Alpi, nel mondo Nord-Orientale Europeo

La dominazione romana s'identifica con una volontà primaria di facilitare un attraversamento il più veloce possibile fra i due versanti, dando priorità alle “reti stradali” che, in questo intenso movimento di persone e cose, hanno consentito agli abitanti delle valli di partecipare a patrimoni economici e culturali in un processo di unificazione culturale, concretizzato anche nell’adozione di una lingua comune, pur nella difesa delle proprie tradizione popolari e religiose.

Germani e Slavi nelle alpi. Numerose sono le correnti migratorie che transitano, e in alcuni casi s'insediano, nel mondo alpino e che influenzano in modo significativo lo sviluppo culturale: I Goti e le tre grandi migrazioni di popoli germanici dalle regioni baltiche, gli Alemanni, i Burgundi e i Longobardi, lasciano tracce sensibili nello sviluppo culturale alpino.

Il Ciclo Medioevale. Con il Medioevo nelle Alpi prende vita una vera e propria sfida con la montagna dal momento che gli abitanti si trovano costretti a vivere, spesso in isolamento, lunghi periodi di isolamento, con una vera e propria chiusura delle Alpi ( IX-XI sec.). Questo fino all'arrivo dei Poteri Regionali e di orizzonti spirituali con la presenza degli ordini religiosi Benedettini, Cistercensi e Certosini.

La riapertura dell'Alpi. Dall’ XI sec al XV sec si assiste ad una graduale riapertura delle Alpi e conseguentemente ad un incremento della circolazione delle merci, delle idee e dei prodotti culturali: è la nascita di una economia alpina che continua ad essere condizionata e avvantaggiata dal “traffico” fra i due versanti.

Un nuovo periodo di chiusura avviene dal XV al XVI sec quando si registrano degli esodi di uomini e poteri locali (fine dei grandi feudi) e le vie di comunicazione allontanano il traffico dal mondo alpino.

La suddivisione politica delle Alpi Nei secoli XVII-XIX . L'epoca moderna fa si che si creino nuovi rapporti fra i poteri politici e quelli economici. Non esiste più un entità globale delle Alpi ma una suddivisione politica che durerà fino a giorni nostri, attorno a poli i cui destini saranno diversi: nelle Alpi Occidentali la presenza dominante della Francia e del Piemonte e infine dell'Italia, al Centro la Svizzera e nelle Alpi Orientali la Dinastia degli Asburgo fino alla sua dissoluzione in tempi più recenti.

L’UOMO ALPINO E LA SUA CULTURA

Le culture alpine sono il risultato dell'attività umana in simbiosi con l'ambiente naturale.
Sono quasi sempre di origine contadina e si sono sviluppate in rapporto e intercomunicazione con le pianure limitrofe.
Coincidono, col passare dei secoli, ad un adeguamento alle condizioni dettate dalla natura in cui l’uomo, di generazione in generazione, mostra una buona capacità di adattamento e miglioramento nella creazione e nell'utilizzazione degli strumenti tecnici e culturali. Questo ha portato all' umanizzazione della montagna dando vita al “paesaggio alpino” che oggi conosciamo e apprezziamo.
Tuttavia ogni aspetto della civiltà alpina è determinato dalla sussistenza quotidiana e dall'ambiente di vita.
La religione, l'arte, i costumi e la lingua sono sottoposti a influenze confessionali, etniche, politiche e storiche.
Tutto fa pensare che molte aree alpine nascondano sopravvivenze di culture diverse, che emergono ogni tanto in modo saltuario, disegnando i confini di un curioso aspetto museale.
Per capire alcuni aspetti della cultura alpina occorre anzitutto enumerare alcune forme della vita quotidiana trascorsa immutata per secoli che ancora oggi si conserva nella memoria collettiva:
Le migrazioni del bestiame. che significa il nomadismo, la transumanza e l'estivazione, che creano forme autonome di organizzazione del lavoro, distribuzione dei compiti, rapporti complessi a livello familiare.
L'agricoltura: creata su una base di sussistenza tendente ad utilizzare le risorse a tutti i livelli.
Lo sfruttamento del bosco che a partire del XIX secolo acquista un valore commerciale significativo.
La caccia: ha rappresentato da sempre il fondamento dell'alimentazione dell’ uomo

L’insediamento e l'abitazione sono divisi in due categorie: le fattorie isolate e i nuclei abitativi concentrati. Tutto ciò spesso porta ad una tipologia di vita in comune in cui convivono da una parte il collettivismo e dall’altra l'individualismo ovvero l'aiuto reciproco e il pensiero personale, esasperato spesso dalla grande povertà che da sempre ha caratterizzato il mondo alpino.

La mentalità
Usi, costumi, leggende, racconti e canzoni nascono spesso da una matrice comune che nasconde nel suo significato più evidente l’esperienza quotidiana per la sopravvivenza
Ciò da vita ad espressioni culturali, nei canti, nelle feste, nella musica da ballo, nella creazione di strumenti originali, come il corno delle alpi, che si legano strettamente all’arte popolare

Il Sentimento religioso
La fede religiosa si adatta particolarmente alle varie forme sociali alpine. Oltre ad un rapporto diretto con Dio e una forma di difesa e protezione da parte della chiesa, gli ex voto e i pellegrinaggi acquistano un valore concreto oltre che simbolico. E acquistano rilevanza, oltre alle chiese, gli insediamenti monastici con forme di santificazione della montagna, in cui emergono “i Santi protettori” veri e propri compagni della quotidianità.

L'Età dell'Oro delle Alpi
E’ un periodo che si lega strettamente al pre-romanticismo in cui è fondamentale la figura di Jean-Jacques Rousseau che con la sua “Nouvelle Heloise” offre un sentimento della natura ampio e universale. Dopo Rousseau, le Alpi ispirano la letteratura fino ai giorni nostri. Ad esempio Schiller scrive il suo Guglielmo Tell senza neanche conoscere le Alpi, e oltre a lui altri grandi scrittori come gli inglesi Shelley e Byron, e poi George Sand, Franz Liszt trassero ispirazione per le loro opere proprio dal fascino alpino.
In questo periodo il Viaggio in Italia crea un unione fra le Alpi e il mondo poetico dei laghi trasformando i due aspetti in una emozione unica, in cui emergono personaggi determinanti per la poetica letteraria e musicale romantica come il personaggio di Mignon nel Wilfred Meister e la sua esclamazione “conosci tu il paese, dove nascono i limoni?” (kennst du das Land, wo di Zitronen bluehn?).

Goethe
Goethe pone la geologia al principio della poetica delle alpi: “Ogni passo in montagna conferma l'esperienza che il più alto come il più basso è puro granito”
Con l'alpinismo, poi, si creano nuove tensioni con la montagna: “ l'alpinismo è il prodotto esasperato dell'individualismo dell'epoca romantica”.
L'atteggiamento degli uomini nella storia dell'umanità è un lungo percorso verso la libertà, liberazione fisica e morale. La montagna si rivela come terra di grandezza e di fatiche, citando Goethe: “Su ogni vetta regna la pace”, le Alpi al di là dei pericoli e dei drammi, infondono serenità.