Print  Versione italiana
Home > Archives > The Sound of Stones > Dante Alighieri > Dante - I Paradisi

"Dante - I Paradisi"

DANTE ALIGHIERI: VIAGGIO NELLA DIVINA COMMEDIA
I paradisi di Dante

E’ un viaggio musicale nei suoni della nostra lingua che si adatta, si piega e dà vita alle immagini del poeta. Dante sa plasmare le parole, le rime, i ritmi, sa come ottenere esiti di nobile solennità, o come creare effetti di grande tensione espressionistica. Sa variare all’infinito il verso base, l’endecasillabo, che può corrispondere a immagini di violenza concitata o a movimenti gravi e lenti, a indugi o a slanci del pensiero. Dante Alighieri che nacque a Firenze nel maggio/giugno 1265 da una famiglia guelfa di piccola nobiltà, ebbe una formazione retorico-grammaticale prima, filosofico-letteraria poi e, infine, filosofico-teologica. Le opere minori di Dante sarebbero sufficienti per fare lui un grande scrittore, ma il capolavoro assoluto è la Commedia, con cui Dante si dimostra in grado di costruire una lingua capace di soddisfare qualsiasi esigenza espressiva.

I Paradisi di Dante

Come si sa la Divina Commedia è il racconto di un lungo viaggio che Dante compie nell’al di là, nei tre ordini oltremondani di Inferno, Purgatorio, Paradiso; viaggio che lo porta all’estatica visione finale dell’ineffabile. In realtà però il viaggio di Dante non si compie in modo così semplice.
All’inizio si ritrova nella ‘selva oscura’ dove ‘ non sa ben ridir’ come v’è entrato. Quando esce dalla selva vede il dilettoso monte ‘ch’è principio e cagion di tutta gioia’, ma la salita è impedita da tre fiere. Incontra Virgilio e, con la guida di questi, dovrà percorrere tutto l’imbuto dell’Inferno, giù fino a dove ‘si traggon d’ogni parte i pesi’, fino al centro di gravità del male, fino a Lucifero, per poter finalmente risbucare dall’ ‘altra parte’, e salire il monte.
Sulla cima del monte si ritrova di nuovo in una selva, ‘spessa e viva’ questa volta, anche ‘antica’, dove ‘non potea riveder ond’io mi intrassi’: il Paradiso Terrestre.
Riinizia qui, quasi dove l’avevamo lasciato all’inizio, il viaggio che lo porterà fino al Paradiso Celeste. Il viaggio di Dante è un viaggio di andata e di ritorno insieme, durante il quale il viaggiatore passa numerose soglie, rinasce in vari modi, torna ad uno stato simile allo stato d’infanzia.
Quando si dice viaggio vengono probabilmente alla mente, dapprima, immagini visive, ma Dante è un uomo del Medioevo e le sue immagini sono contemporaneamente acustiche, a volte addirittura maggiormente acustiche che visive. A quell’epoca evidentemente gli occhi non erano dominanti sulla vista come ai tempi nostri.
L’Inferno è infernale anche sonoramente, vi regnano sovrani il baccano, la disarmonia, il rumore assordante... dell’Inferno resta nelle orecchie un fragore senza speranza.
Al Purgatorio arriviamo scortati dal suono di un ruscelletto che giunge risanatore al nostro udito disperato, poi entriamo in un regno di silenzio e di pace, scandito da canti e voci umane.
Quando entriamo finalmente nel Paradiso Terrestre ai canti su uniscono i più deliziosi suoni della natura... Il mondo reinizia anche acusticamente. In Paradiso l’armonia è finalmente totale.
Il viaggio di Dante si svolge in un al di là che assomiglia all’al di qua.