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"Perchè Turoldo"

Prima di tutto, la scelta della figura di David Maria Turoldo. Come vedrete la sua è una presenza costante, in questo volume e nella programmazione. E’ così che desidero esprimere la vicinanza ad un uomo che, in modo straordinario ha saputo pronunciare la propria umanità, manifestando le debolezze, le paure, ma anche la grandezza e la condivisione di cui l’uomo è capace. Padre Turoldo ci accompagna idealmente nel nostro ripercorrere, in chiave poetica e musicale, un millennio della nostra storia. Una figura attuale, nella quale pienamente si riflettono le stesse ansie e gli stessi aneliti espressi dalle musiche dei concerti proposti.

Le parole di Padre Turoldo sono state tratte da una sua introduzione al volume di Gianfranco Ravasi Il Canto della Rana, incentrato su musica e teologia nella Bibbia. Un testo denso ricco di spunti, che è stato riportato fedelmente. L’unica “libertà” presa è stata mettere in evidenza il gioco dialettico con cui Padre Turoldo ama presentare .gli argomenti affrontati. E’ emerso un continuo movimento di domanda e risposta, che abbiamo espresso con un ipotetico dialogo tra un allievo ed il suo maestro, fra il dubbio e la certezza, fra due poli che si confrontano e che trovano una sintesi nella parole di Turoldo-poeta.   Accanto alle parole di Turoldo vivono i testi di approfondimento: elementi utili per avvicinarsi ad alcune tematiche toccate dai programmi. La loro forma è quella di un “frammento”, un testo autonomo che vice nel volume in modo indipendente, ma che è legato alla presentazione dei concerti da un gioco di rimandi, indicati in calce ai programmi stessi. Starà a Voi scegliere se lasciarvi catturare da questi richiami e decidere a che punto fermarvi, per riprendere la scoperta dei contenuti dei programmi.

Infine, le immagini. Un sostegno al modo più immediato di interagire con la programmazione, un ritorno al viaggio soggettivo.
Le chiese come luoghi di appartenenza, le immagini come mete verso le quali “volare”, disposte in un ordine non  lineare: legate, a volte, ai temi e ai luoghi dei concerti, semplicemente offerte volte, elementi nuovi per arricchire questo gioco. È un gioco di incastri. Siete chiamati a ricomporre un disegno originale, e potrete utilizzare elementi molto diversi tra loro le musiche dei concerti, le poesie e i dialoghi di Turoldo, i luoghi, le atmosfere, i frammenti di testo, gli articoli approfonditi, fino agli elementi iconografici. Il bello di questo gioco è che non si arriverà mai al disegno originale.
Ricostruiremo tutti un nostro disegno personale, che potrà più o meno soddisfarci, che cercheremo di condividere con chi ci sta vicino, ma che non sarà uguale a quello di nessun altro. Sarà parte di un grande mistero: «nessuno che possa dire se Dio sia il Suono, o il Silenzio, o la Parola, o tutto questo insieme». E pure noi facciamo silenzio, più che parole il silenzio lo canti, il cuore ascolti quest'unico Verbo, che ora parla con voce di uomo'. 



(I) RAVASI, Gianfranco, li canto della rana. Ediz. Piemme, Casale Monferrato. 1990.
(2) TUROLDO, Davide Maria, Prefazione, in Ravasi Gianfranco, Il canto della rana, cit., p. 47