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"David Maria Turoldo"

Davide Maria Turoldo (Giuseppe, al battesimo)

nacque a Coderno di Sedegliano, nella povera campagna del Friuli negli anni induriti dalle difficoltà della prima guerra mondiale, da Giambattista e Anna di Lenarda, il 22 novembre 1916. nono figlio in una famiglia che vive di stenti, viene, giovinetto ancora, accolto per gli studi dai frati dell'Ordine dei Servi di Maria, che Turoldo stesso aveva conosciuto nel santuario udinese della Madonna del le Grazie, dove si recava in pellegrinaggio con la madre. I suoi fratelli saranno invece presto costretti ad emigrare in cerca di lavoro. Nelle piccole case di formazione dei Servi, David Turoldo compì gli studi liceali e teologici e venne ordinato prete a Monte Berico di Vicenza il 18 agosto 1940.
Per il completamen to della sua preparazione culturale fu inviato nella comunità di San Carlo al Corso in Milano, e nel 1942 si iscrisse al corso di laurea in filosofia presso la giovane Università Cattolica milanese e conseguì la laurea, sotto la guida di Gustavo Bontandini, nel 1946.
Sono questi e gli anni immediatamente successivi, quelli in cui si consolidano gli orientamenti del pensiero e del linguaggio turoldiano: dapprima con la partecipazione attiva, insieme al suo grande amico e fratello fra Camillo de Piaz, alla Resistenza, e poi gli anni della ricostruzione civile e culturale della vita milanese e italiana, soprattutto con la creazione della Messa per la carità e dell'attività culturale sotto il nome di Corsia.
Sono anche gli anni che fanno crescere Turoldo poeta e letterato (nel 1948 Bompiani pubblica il primo libro di poesie Io non ho mani), e Turoldo predicatore, dalla parola profeticamente graffiante e dal linguaggio aperto all'ecumene, all’attenzione primaria all'Uomo. Nei primi anni cinquanta, come anche alla fine del decennio, Turoldo sarà obbligato, da parte delle autorità religiose, a uscire dall'Italia: per lui causa di sofferto esilio, divenne tuttavia occasione per farsi conoscere fra gli italiani del Nord-America e del Sud-Africa.
In Italia vive e lavora a Firenze, città che vive momenti di grande speranza e fervore culturale con il card. Elia Della Costa e il Sindaco Giorgio La Pira. Nel 1962, di convento presso il santuario B.V. delle Grazie in Udine, lavora al film Gli ultimi.
Alla fine del 1963, sull'onda ispirativa lasciata dalla figura appena scomparsa del papa Giovanni XXIII e delle istanze accese nell'ambiente conciliare, viene data a Turoldo la possibilità di insediarsi nell'antico priorato cluniacense di Sant'Egidio in Fontanella, presso Sotto il Monte Giovanni XXIII, facendone, con la comunità di frati e di laici che con lui vi prende di mora, un luogo fra i più importanti d'Europa per una nuova ricerca religiosa e per una creatività letteraria a servizio della liturgia.
Gli anni settanta e ottanta vedono un'intensissima produzione poetica, drammaturgica e letteraria da parte di Padre David, oltre ad una attività giornalistica, di conferenziere, di predicatore, ad una presenza radio-televisiva che gli farà dire, negli ultimi anni della sua vita, di "aver vangato tutta l'Italia".
Questa sua produzione culmina con la pubblicazione nel 1990 dell'antologia poetica O sensi miei ..., e soprattutto con la raccolta di poesie "ultime", testimoni di un fortissimo crogiolo umano e credente vissuto negli anni della malattia successiva alla scoperta del cancro al pancreas nel 1988,
Canti ultimi. Morto a Milano il 6 febbraio 1992, il funerale di Padre David fu celebrato nella chiesa di san Carlo al Corso di Milano dal Card. Martini, che il 21 novembre precedente gli aveva conferito il premio "Lazzati", Ora riposa nel piccolo cimitero di Fontanella, accanto all'antico Priorato, quasi a voler ostinatamente tener aperta quella porta sostanziale al dialogo e all'incontro che egli ha costruito con la sua poesia e la sua umanità.